Appalti: pubblicato il nuovo codice

Il Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n° 50.

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Il nuovo d.lgs. n. 50/2016 che “attua le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori speciali dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché sul riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”.

La norma è destinata a cambiare il mondo dei contratti pubblici si applica:

  • Alle procedure e ai contratti per i quali i bandi o gli avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente non siano stati pubblicati prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50.;
  • Ai contratti per i quali non è stata data pubblicità ai bandi e agli avvisi;

Si tratta, in sostanza, di un entrata in vigore graduale con l’abrogazione seduta stante del d.lgs. n. 163/2006 e la futura abrogazione, entro il 31/12/2016 del Reg. n. 207/2010.

Le disposizioni del vecchio Reg. n. 207/2010 sovrappongono alle nuove disposizioni del d.lgs. n. 50/2016 saranno abrogate contemporaneamente all’adozione degli atti normativi previsti nel nuovo Codice che dovranno operare, anche, la ricognizione delle disposizioni che si intendono abrogare.

Un'altra novità riguarda i piccoli appalti, con la possibilità di affidare gli appalti fino a un milione con una procedura negoziata senza bando, salvo preliminare consultazione di almeno dieci imprese.

Il nuovo Codice appalti all’art. 101, inoltre, individua anche alcune figure coinvolte nel procedimento di aggiudicazione degli appalti tra cui il responsabile unico del procedimento (Rup), il direttore dei lavori,  il direttore dell’esecuzione del contratto di servizi e forniture, il coordinatore in materia di salute e di sicurezza, il collaudatore, il verificatore della conformità.

Per i lavori delle concessionarie viene confermata la soglia dell’80% da affidare con gara e salta, quindi, la deroga che avrebbe permesso alle società concessionarie di continuare a realizzare i lavori in house, se gestiti attraverso risorse interne.

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