Morti bianche: prime statistiche 2016 (dati INAIL)

Per tutti gli operatori della prevenzione degli infortuni sul lavoro, l’esigenza di analizzare statisticamente gli infortuni mortali sul lavoro nasce dalla necessità di individuare le circostanze che determinano gravi incidenti sul lavoro, per poter intervenire e correggere il tiro con azioni correttive di prevenzione nei settori che presentano maggiori criticità e necessità di intervento.

Nel 2015 si è registrato un aumento del 16% per gli incidenti che sono costati la vita. Questi ultimi, infatti, hanno riguardato 1.172 lavoratori rispetto alle 1.009 di gennaio-dicembre 2014.

Dalla pubblicazione nelle banche dati dell’INAIL e dalle analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro –Vega Enginering, offriamo uno spunto di riflessione sugli ultimi dati derivanti dalle analisi statistiche del primo bimestre del 2016.

  • Nel bimestre Gennaio - Febbraio 2016, sono stati denunciati in totale 95 morti, di cui 70 in occasione di lavoro e 25 in itinere.
  • Nello stesso periodo dell’anno precedente, le statistiche delle morti bianche hanno riportato la totalità di 121 denunce, di cui 80 in occasione di lavoro e 41 in itinere.

Nel grafico vengono riportate le statistiche sui casi di morte sul lavoro per zona d’Italia elaborate dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro –Vega Enginering (Fonte, Dati INAIL).

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro –Vega Enginering (Fonte, Dati INAIL).

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro –Vega Enginering (Fonte, Dati INAIL).

Gli Studi e le statistiche osservano tutti i casi di infortunio mortale accaduti sul territorio nazionale italiano, avvenuti durante l'esercizio di un'attività lavorativa, con esclusione delle morti bianche accorse durante la circolazione stradale o in itinere.

Dalle stime si evince un leggero calo nel periodo di Gennaio-Febbraio 2016, con una percentuale di infortuni denunciati maggiore al Nord:

  • Nord – Ovest 25,7% , Nord – Est 11,4%;
  • Centro 30,0%;
  • Sud 21,4 , Isole 21,4;

Le attività manifatturiere e le costruzioni sono i settori maggiormente coinvolti rispettivamente con il 14,8% e il 12,3% dei casi, mentre restano indeterminati i settori economici per il 54,8% degli avvenimenti denunciati.

Per quanto riguarda i primi dati del 2016, dunque, si assiste ad un miglioramento delle statistiche relative alle morti bianche, restiamo in attesa della pubblicazione dei dati del prossimo aggiornamento.

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